Perché scrivi?

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In “Domenica” – supplemento di letture del Sole 24 Ore, il 12 ottobre – Nicola Gardini recensendo un libro su Truman Capote (1924-1984), romanziere tra i miei autori preferiti, m’ha servito la risposta che rivolgo al visitatore di questo blog, alla domanda: “Perché scrivi?”

“Difficile trovare un altro artista della parola che sappia professare una fede così certa e chiara nella corrispondenza tra il vivere e lo scrivere. Ognuno è il proprio romanzo, e il romanzo è sempre l’immagine di qualcuno, è sempre inevitabilmente quello che occorre essere, perché la natura segue il suo destino, e una mela – come ha affermato in un’intervista Capote – non può che essere una mela. Questa è la ragione per cui a scrivere non si impara da nessuno.”

E’ così: scriviamo per trattenere nella memoria frammenti di vita vissuta, azioni e impressioni.
“E, da scrittore, come ti consideri?”, conseguente alla prima domanda. Qui la risposta è meno facile. Inutile nascondersi dietro prevedibili “decidano gli altri” o “leggi le recensioni”, siccome scrivo se mi diverto, rubo la risposta a Patrick Modiano (Nobel letteratura 2014):

“Sono un cane e fingo di avere il pedigree.”

Definizione che non chiede commento. Essere “dilettante” nel senso vero, che con modestia porta avanti una passione, cercando sempre d’essere se stesso. Mi piace pure definirmi indipendente, e a volte “impegnato”, attratto anche da argomenti non seriosi. L’obiettivo è il divertimento letterario, da autore e lettore, sperando di dare o ricevere in ogni scrittura/lettura una botta di vita.

C’è una terza domanda: “Come riassumeresti il tuo pensiero?”
Qui, la risposta in pillole è un azzardo. Non rinnego il passato, e trovo sintonia con il Camus del “senso dell’assurdo” in cui è calata la vita umana, e “dell’uomo in rivolta”, che quotidianamente sostiene le battaglie giuste. Non credo alle favole religiose, in tal senso sono un ateo, ma apprezzo certe pagine evangeliche. Condivido con chi l’ha scritto: ogni giorno alzandomi cerco all’orizzonte un puntino rosa: la felicità.

[Questo spazio del blog è a tema libero, a scadenze non preordinate, anche su proposta dei visitatori che vorranno dialogare dicendo la loro scrivendo all’indirizzo email: ferrucciofabilli@libero.it.]

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