Basilicata, storia cultura e natura concentrate in un piccolo territorio

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noepoliLa Basilicata è conosciuta anche come Lucania. I due termini indicano periodi storici diversi. La Lucania tellus del poeta Orazio, popolazione lucana che i romani sottomisero nel secolo I a. C.; Basilicata è riferita al periodo del governo bizantino (iniziato nel V secolo d.C.) e ai legami con l’impero d’Oriente. Le due civiltà, romana e bizantina, hanno lasciato tracce importanti del loro passaggio, ma altre culture e storie vi si sono affacciate: reperti Neolitici, Greci (Magna Grecia), Longobardi, Saraceni, flussi migratori dall’Oriente bizantino (Armeni, Siri) spinti da invasori saraceni dettero luogo a insediamenti scavati nella roccia, i quali avviarono l’abitudine del vivere in grotta, soprattutto nelle gravine, valloni prodotti nel terreno calcareo delle Murge. Nella dominazione Normanna (X secolo) Melfi diventa capitale del regno del Sud, e il re Svevo Federico II incentivò la costruzione di castelli come linea difensiva (Melfi, Palazzo s. Gervasio, Lagopésole). In campo religioso sorgono molte chiese, esempi di architetture romaniche, più sobrie, e, tante altre, dai modelli più complessi. Finiti gli Svevi e gli Angioini, la Basilicata è quasi tutta infeudata, e i nuovi signori poco contribuiscono al miglioramento fondiario. Da quel tempo si snoda così una storia fatta di frammenti, diversi da paese a paese, che ci riportano quasi sempre a individuare, nella povertà dei modelli urbani, il palazzo feudale per la mole più che per qualità architettoniche. La popolazione si concentra intorno ai palazzi feudali su alture, da cui ogni giorno partivano verso i campi contadini e braccianti in lunghe trasferte quotidiane. Con l’Unità d’Italia non cambia il carattere prevalente regionale agro-pastorale. La svolta avviene negli anni ’50 con la Riforma Agraria nella costa jonica. L’eliminazione della malaria e moderni sistemi di coltivazione fanno si che nel Metapontino, dove nacque la civiltà in Basilicata portata dai Greci, si è creata una notevole crescita demografica e condizioni migliori di vita rispetto all’atavica arretratezza della regione. A grandi passi, la Basilicata è oggi tra le mete turistiche più attrattive. Traino importante sono i suoi due sbocchi al mare: sul Tirreno, Maratea offre un mare trasparente, adatto ai bagni e alle escursioni snorkeling e subacquee; sullo Jonio, lunghi arenili ben organizzati per la balneazione hanno alle spalle territori ricchi  di memorie storiche, colture intensive di ortofrutta di prima qualità, centri di ricerca di alto livello tecnologico (Enea). Il confine con la Calabria è marcato dalla maggiore area protetta d’Italia, il Parco nazionale del Pollino, natura incontaminata e paesaggi selvaggi, per oltre 190.000 ettari. Altezze cha arrivano a 2.200 metri s.l.m., rocce dolomitiche, bastioni calcarei, dirupi, gole profonde di grotte carsiche, di timpe di origini vulcaniche, di inghiottitoi, di pianori, di prati, pascoli di alta quota, accumuli morenici di circhi glaciali e di massi erratici. Nel Parco sono presenti numerosi reperti fossili, spiccano le Rudiste, molluschi marini di oltre 60 milioni di anni fa, ed è stato trovato lo scheletro di elefante. Molti fiumi (Sinni, Lao, Coscile Esaro, Sarmento, Abatemarco) solcano canaloni dove si possono fare anche attività sportive, come il rafting; numerose le erbe officinali, piante (faggi e abeti), e fauna (lupo, capriolo, lontra, volpe, riccio, lepre faina, donnola, ghiro, e il rarissimo driomio calabrese), disegnano un quadro naturalistico straordinario, gran parte accessibile al pubblico. Pur non volendo creare una gerarchia tra città e siti da visitare, di interesse risultano centri quali Matera e i Sassi, Tricarico, Venosa, Melfi, e i reperti archeologici (romani) di Grumento e Metaponto (Magna Grecia). Non senza interesse sono gli altri centri “minori” per dimensioni, ma dove è possibile godere il l’ospitalità delle persone, il sapore dei cibi tradizionali, e la vista di panorami spettacolari, come quello a Noepoli, originaria del nostro concittadino Pietro Rinaldi. Figlio di un appassionato coltivatore che ci ospitò nella sua cantina, dove stazionavano botti di vino, ma anche persone a conversare cordialmente tra un bicchiere e l’altro. Un ramo Rinaldi, rimasto a Noepoli, sfornava pane e focacce memorabili. E dalla piazza del paese e dalle finestre si ammirano i primi contrafforti del Parco del Pollino e l’impressionante fiumara diretta al Sinni. Prossima al Parco Letterario (Valsinni), dedicato a Isabella Morra, vissuta in un castello prigioniera dei fratelli, dando sfogo a traversie umane e sentimentali, scrisse delicate poesie: Le rime, Crudel fortuna, Isabella Morra: Canzoniere. La digressione su Noepoli è un grazie a Pietro Rinaldi per averci fatto vivere la Basilicata dall’interno della sua famiglia, vale pure a dimostrare che il viaggiatore troverà ogni dove piacevoli spunti di soggiorno. Le dimensioni fisiche e umane hanno ispirato i protagonisti del film Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo, in cui una scalcinata e simpatica compagnia percorre a piedi l’intera Regione. In cui ho avuto altri amici: di Pisticci (Michele Di Trani), Miglionico (Francesco Frescura), Lagonegro (Nicola Sisinni), ognuno dei quali, come ogni lucano avrebbe fatto, proponevano visite alla chiesa madre della loro cittadina e al castello, o palazzo  del notabile del posto, oltre a una passeggiata nel corso e nella piazza principale. Questa ricchezza è non solo Lucana, ma dell’Italia intera. Infine, vengono i suggerimenti gastronomici. In Basilicata la scelta di materie prime ortofrutticole verrebbe da dire è ricca come in California, se non fosse riduttivo. Si cucina piccante, carni e salse, e vasta è la scelta di pesce, ricotte e formaggi. Sta prendendo campo un buon bianco IGT, ma la scelta che mette tutti quanti d’accordo è l’Aglianico del Vulture, in diverse stagionature e terroir. La zona del Vulture, per paradosso, è ricca di acque minerali, e graziosi laghi (Monticchio). Volendo aggiungere una nota meno turistica, sono le estrazioni degli idrocarburi (Val d’Agri), con l’auspicio che almeno parte della ricchezza serva a migliorare la vita della gente, possibilmente non rovinando irreversibilmente un territorio affascinante, come quello dei calanchi brulli e scoscesi che ricordano set da film western.

fabilli1952@gmail.com

 

Sassi_di_Matera al tramonto Matera al tramonto noepoliNoepoli, città di Pietro RinaldiMontePollino- Pino LoricatoParco del Pollino, pino loricato Metaponto-mare bandiera bluSpiaggia nel Metaponto