L’Italia ha assunto in questi ultimi quarant’anni una fisionomia profondamente diversa da quella che s’era lentamente configurata a partire dalla sua costituzione in nazione prima e in stato poi. Profondi processi secolari di formazione del suo assetto fondiario furono investiti, a partire dalla fine del secondo dopoguerra e poi con più determinata forza trasformatrice negli anni cinquanta e sessanta del Novecento, da un rivolgimento strutturale e culturale di cui oggi tutti noi viviamo forse gli ultimi esiti. Ultimi nel senso che sul finire del secolo nostro un ciclo
della vita nazionale va compiendosi, per lasciare il posto a quello, nuovo e ancora indefinito, che va delineandosi nell’orizzonte del mercato unico europeo. Un avvenimento, questo, che rinnoverà la trasformazione e muterà ancora profondamente il volto di un paese che in forme inusitate e rapidissime, dalla fine degli anni cinquanta a oggi non solo è divenuto una società industriale, ma che si avvia a essere neo industriale, con una profonda ridefinizione della stratificazione sociale e dei valori che guidano i comportamenti della società civile e di quella politica.

  • Titolo: I mezzadri
  • Anno di Pubblicazione: 1991
  • Editore: CGIL