Michele Di Trani, medico impegnato sulla prevenzione della salute nei luoghi di lavoro, morto tragicamente

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Di Tani Michele 2Michele Di Trani, medico del lavoro, fu un professionista di quelli che, al passaggio, lasciano segni concreti e positivi, negli anni Ottanta, ricoprendo l’incarico di Responsabile del Servizio di Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (SPISLL) della USL 24 Valdichiana, con sede a Camucia. Servizio nuovo, esito della Riforma Sanitaria gestita dalle Regioni, nell’intento di rafforzare la prevenzione delle malattie contratte nei luoghi di lavoro. Prima era un servizio inesistente, e le competenze in materia frazionate tra più enti (con ridotta efficacia preventiva): Ispettorato del Lavoro, Inail, ecc., non coordinati tra loro, e prevalendo l’ottica ispettiva. Cioè, (se andava bene) s’interveniva su carenze strutturali dei luoghi di lavoro e mancate protezioni del lavoratore, curando dettagli e incidenti, senza valutare l’insieme delle condizioni ambientali favorenti l’insorgere di malattie professionali. Nei nuovi Servizi, centrale era il medico con competenze specifiche, obbligato a confrontarsi con tutte le componenti del mondo del lavoro: imprenditori, dirigenti, lavoratori. Di Trani era aggiornato sui metodi per cogliere le criticità, nel territorio e nelle aziende, in presenza di rischi infortunistici nei processi produttivi. E fu capace di valorizzare varie competenze professionali affiancategli dalle direttive regionali: sanitari (medici e infermieri), ingegneri, tecnici ambientali e impiantisti. Di Trani, alieno da formalismi burocratici,  organizzò il Servizio rendendo coerenti tra loro fasi ispettive, formazione dei lavoratori, e screening a tappeto anche extraluoghi di lavoro: audiometrici e spirometrici. In collegamento continuo con le nuove generazioni di medici e tecnici, provinciali, regionali – con l’apporto culturale del prof. Giuseppe Battista dell’Università di Siena –, persone entusiaste nello svolgere la  “missione” della Medicina del Lavoro, con metodi mai applicati prima.

Michele Di Trani, laureato a Bologna e specializzato in Medicina del Lavoro a Siena dal prof. Giuseppe Battista (Franco per gli amici), era Lucano di Pisticci (Matera).  Michele approfondì l’interesse sui problemi del lavoro: dall’igiene ambientale alla salute dei lavoratori, e fu assunto  da varie USL come specialista di quei temi. Fino a diventare Responsabile della Medicina del Lavoro della USL Valdichiana Est. Dove prese residenza, e, impegnato politicamente, fu anche Assessore stimato nella giunta di sinistra al Comune di Foiano. Attività amministrativa a cui si dedicò con passione, ricevendo ampi consensi. Pur giovane, si rivelò trascinatore, maturo, operoso, onesto, in ogni impegno pubblico affrontato.

Di altezza media, occhi chiari, aspetto gradevole, dialogava affabilmente guardando in faccia l’interlocutore, stabilendo facili empatie.

Per un breve periodo, aggregato al suo Servizio, fui testimone del suo percorso professionale, a fine anni Ottanta. Il collaboratore più esperto di Michele era l’ing. Bruno Frattini, altra colonna del Servizio, con cui fece crescere professionalmente tutti gli altri collaboratori. Quale esempio della forza propulsiva dei due, ricordo il compito assegnatomi: redigere l’archivio informatico delle ditte dei cinque Comuni della Valdichiana Est. Senza pratica di PC, né di software, Frattini fu per me un maestro efficace: quell’archivio, anche in tempi recenti, dicono che sia ancora usato!

Nel clima amichevole, creato da Michele e Bruno, fervevano attività a tutto campo. Collaborazioni tra USL, Comuni, Circoscrizioni, aziende produttive, lavoratori, favorirono anche screening a tappeto sulle capacità uditive e respiratorie della popolazione. E, sulla falsariga delle visite periodiche svolte dai medici, anche i tecnici ispettivi – dai più anziani Nasi e Galeazzi ai più giovani Gudini e Magini – adottarono precisi scadenziari nelle visite aziendali, segnalando criticità che strada facendo incontravano, mobilitando tutte le competenze del Servizio per risolverle. I problemi più rilevanti furono oggetto persino di Convegni Nazionali, quali: “Sicurezza e Igiene del Lavoro del Settore dell’edilizia abitativa” (1984),  e “Presidi sanitari”(1987), sull’uso dei fitofarmaci in agricoltura. Iniziative a cui parteciparono esperti nazionali grazie alla credibilità dei promotori, Di Trani e Frattini, e al supporto organizzativo  della USL, con in testa il rag. Francesco Nunziato Moré.

In breve, la Medicina del Lavoro del dott. Di Trani riscuoté apprezzamenti generali: dai territori (Comuni e Circoscrizioni), dalle Aziende, dai lavoratori, e il gradimento degli Amministratori USL 24, diretta prima da Dino Rulli e poi da Remo Rossi. Furono anni di svolta nell’affrontare con spirito nuovo, quello della Riforma Sanitaria, una materia centrale nella vita sociale: la salute nei luoghi di lavoro. La cui centralità non è mai superata, anzi, torna tristemente di attualità ogni volta che in cronaca sappiamo di incidenti gravi, mortali, sul lavoro.

Senza sminuire le capacità dei successori, una volta che per ragioni personali si  allontanarono Di Trani e Frattini da quel  Servizio, di esso ne calò la “visibilità”.

Del dott. Michele Di Trani, trasferitosi in altra sede di Medicina del Lavoro, e non risiedendo più a Foiano, si ebbero sporadiche notizie. Finchè, trent’anni fa, leggemmo la sua tragica fine: annegato in mare a  Campiglia Marittima. Era uscito in pattino col figlioletto, mentre il mare si fece grosso e i due caddero in acqua. Il piccolo fu salvato, mentre per Michele non ci fu nulla da fare.

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