“Alfonso Leonetti Lev Trotsky, Carteggio 1930-1937″, commento di Albano Ricci

postato in: Senza categoria | 0

Cover pag 1TROTSKYIn un momento di crisi valoriale come quello che ci sta attraversando la lettura di questo carteggio appare lontano altrove, appare un sistema di rappresentazioni distante, di una severità eccessiva.

Nella biblioteca, è conservato il “Fondo Leonetti”, raccolta di carte e libri donate dallo stesso Leonetti per testamento.

Rileggere queste lettere t’impone una riflessione, ti specchi, cerchi di applicare questa tensione alle dinamiche dell’oggi. La liturgia si fa cattedrale.

A una terza lettura le figure diventano giganti: impressiona la forma, l’arrovellarsi sulla struttura delle idee, la tenace interpretazione del sociale che non cede alla pena dell’intimità.

Integrità, dottrina, Europa. Parole a cui cerchiamo di dare una forza e un senso, smarrito in generazioni che dall’ombra si sono fatte buio.

Per questo la traduzione italiana curata da Valeria Checconi e Ferruccio Fabilli, con la preziosa consulenza di Mirella Malucelli Antonielli, non è un esercizio di stile o di memoria, o storiografia accademica: è utile.

Tanta aggregazione politica oggi non lo è. Senza accorgersene. Se l’esercizio dell’idea che si fa direzione è inutile… La politica non è.

Chi scrive bene, pensa bene, sceglie bene.

Leonetti e Trotsky non avevano instant media: le loro comunicazioni avevano la fortuna smodata di avere tempo: quello che serve per sedimentare, scernere, che dà luce alle cose, le trasforma e le organizza. Dallo stile siamo tornati al caos: la nevrosi bulimica contemporanea della comunicazione veloce.

Per noi che conosciamo il destino amaro di quei sogni commuove l’ossessione di voler dare agli uomini un barlume di speranza fatta di pane e non di aria, di terra e non di mito. Il comunismo era un tentativo di scalare il cielo con tutto il corpo, scarpe e berretto compreso: più che rivoluzione… Utopia. Più che libertà… Disciplina. Ha fallito perché i sogni non possono essere ordinati quando il tempo passa e cambia le persone.

Leonetti e Trotsky hanno barattato tutta la vita per dare un senso a questa perfetta follia. Questa corrispondenza ci ricorda che il metro degli uomini è l’intensità della presa in carico delle loro responsabilità morali. Altri tempi, altre parole… Tutte custodite nella nostra biblioteca cittadina dove è conservato il “Fondo Leonetti”, raccolta di carte e libri donate dallo stesso Leonetti per testamento.

(Valeria Checconi e Ferruccio Fabilli, Alfonso Leonetti Lev Trotsky Carteggio 1930-1937, Intermedia Edizioni, Orvieto, 2020)

Albano Ricci